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Riflessioni

Io non sono d'accordo!

 

 

Alla semplice lettura della frase “Io non sono d’ accordo con quello che tu dici, ma darei la vita affinché tu lo possa dire” scorre nella mia mente un fiume di pensieri di una portata immane. Pensieri che percorrono decine di secoli di storia, che attraversano e sconfiggono il muro del tempo. Nei libri si legge come nel passato idee e opinioni del popolo, difficilmente vennero fatte esprimere dai potenti o dai regnanti, ma quello che più dovrebbe sconcertare è un’ attuale mancanza di libertà di espressione. L’utilizzo del modo condizionale non è casuale, ma ben studiato. Mi riferisco, infatti, al modo in cui l’ opinione pubblica si è divisa a seguito della recente strage avvenuta nella redazione “Charlie Hebdo” in cui hanno perso la vita 12 persone. La divisione non è però avvenuta sulla trucidazione dei compianti giornalisti, che è ovviamente un fenomeno da condannare, ma bensì, sui motivi della strage. L’ irriverenza e la mancanza di ritegno, classica di quella testata giornalistica, avevano reso il giornale in Francia, paese di Voltaire, Diderot e simbolo della libertà, sull’ orlo del fallimento ma non privo di attenzione da parte dei media locali e degli stessi cittadini francesi. Se dovessi trovare un aggettivo o una frase per definire le vignette che settimanalmente apparivano in copertina, fonderei due termini apparentemente incollegabili fra loro: falsa-satira.

La satira, per definizione, dovrebbe in modo pungente divertire il lettore, ma considerando il modo in cui veniva espressa e i dati relativi alle vendite pare ovvio che divertisse solamente gli stessi redatori. L’ utilizzo di quelle immagini, era quindi volto solamente ad offendere le religioni, a insultare, deridere e ridicolizzare ciò in cui miliardi di persone credono. Attualmente in molti si troverebbero d’ accordo nel dire che la persona in vita più eticamente , moralmente, ma soprattutto concretamente corretta sia l’ attuale Vicario di Cristo. E quindi cosa ne pensa il suddetto Papa Francesco della strage avvenuta nella capitale Francese? Come qualsiasi persona avente un minimo di senno, condanna l’ omicidio, ma condanna anche il modo in cui il giornale faceva “satira” religiosa. Ci pone, quindi, davanti ad un esempio pratico e concreto la cui conclusione pare ovvia e naturale. “Se il mio amico qui affianco a me, il dottor Gasbarri, insulta mia madre… che si aspetti un pugno!” In questo caso viene affiancato il ruolo di un genitore alla religione che per un forte credente è fondamentale e il pugno è lo strumento che simbolicamente si dovrebbe usare per difenderla. A questo punto, alla domanda se questo tipo di satira è corretto che venga lasciata esprimere oppure no, la mia risposta sarebbe un fermo e deciso no, ma non utilizzando le armi ma la semplice superiorità intellettuale. È questo il metodo migliore per fare in modo che questo tipo di satira sparisca dal pianeta: ignorare il contenuto e attendere pazientemente che la testata fallisca per le mancate vendite. Va però affermato che questo tipo di giornali non dovrebbero nemmeno esistere perché quando si va a ledere la sensibilità o i sentimenti di un altro, non è più libertà ma un abuso di quest’ ultima.

 

Nicholas Salis   4 SA