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Giudizi e commenti sul romanzo "Mischineddus"

Quella che segue è una raccolta di giudizi  sul romanzo “Mischineddus” di Anna Castellino: infatti,   i ragazzi della classe II D hanno voluto concludere l’impegnativo lavoro con le loro impressioni e valutazioni personali.

 

 

Mischineddus è un libro ricco di fantasia e interessante. Il linguaggio è scorrevole e pieno di termini che si adattano decisamente al tempo in cui il "nostro testo" è ambientato. In alcuni tratti prende svolte importanti, ricche di azione, in altre parti l’ho trovato un po’ troppo concentrato sulle descrizioni di tipo ambientale e con un lento svolgimento dei fatti. Nell’insieme lo considero un bel libro, che sa darti molti insegnamenti e che ti permette di prendere conoscenza di una parte della storia dell’antica Cagliari di cui, purtroppo, si parla e ci si informa poco.

Arianna Arru

 

E’ un libro molto interessante, ricco di storia e di tante emozioni legate alla vita di un ragazzo sfortunato all’inizio del racconto ma che poi trova la sua felicità.

Elena Basciu

 

Devo dire che ho trovato il libro un po’ pesante da leggere. La maggior parte delle volte ho avuto difficoltà nella comprensione del testo, e sono dovuta tornare indietro per riprendere il discorso. L’argomento, per quanto drammatico, viene esposto sempre tenendo conto della parte gioiosa delle cose della vita in maniera ottimista.

Bertacche Roberta

 

Questo libro è un grande romanzo storico, pur non essendo abituata a dei libri così particolari e allo stesso tempo realistici mi sono trovata ad essere coinvolta in maniera travolgente da questo testo, tanto che ho dovuto rileggere più volte numerose parti che ritenevo indispensabili nelle vicende o di particolare importanza nello svolgersi del racconto. Il lessico mi è parso non molto semplice, sono presenti numerosi vocaboli che non ho mai incontrato in altri libri e quindi è stata una sfida per una ragazza della mia età. E’ comunque una storia molto toccante per quanto riguarda i bambini abbandonati e il modo in cui il narratore racconta la vicenda, ci rende partecipi al massimo della storia e riesce a farci immedesimare nei differenti personaggi. Essendo ambientata nella nostra Isola e anche nella nostra città, sono riuscita ad avere una maggiore ampiezza nell’immaginazione dei fatti, è stato più semplice collocare con i personaggi nei determinati luoghi in cui avvenivano le varie vicende, cosa più difficile da fare se i fatti narrati avvengono in posti a noi sconosciuti.

Carla Busonera

 

Senza alcun dubbio posso dire che Mischineddus è veramente un gran romanzo. Ti fa immergere in una realtà completamente diversa dalla nostra anche se il libro è ambientato nel luogo in cui noi oggi viviamo, nelle strade in cui passeggiamo e nel nostro amato mare. Fa riflettere sulla nostra poca voglia di conoscere il passato della nostra Terra, un passato ricco di orgoglio, di rispetto e di fierezza.

Giulio Campus

 

Questo romanzo risulta gradevole al lettore. Lo induce a numerose riflessioni riguardanti la vita dei borts. Evoca sentimenti contrastanti, nel racconto di una storia che transita da un’origine drammatica ad una serie di eventi esistenziali affrontati sempre positivamente dal protagonista, i cui tratti peculiari si manifestano nel carattere forte e solare. Le vicissitudini vissute da Antonio contribuiscono alla creazione di un climax ascendente, che induce ad una lettura sempre più appassionata.

Maura Carta

 

Il romanzo è molto bello, la storia è coinvolgente sia per il realismo con cui vengono descritti i personaggi, alcuni tanto ben delineati da sembrare di averli conosciuti davvero, sia per il fatto che essa si basa su fatti storici documentati. La narrazione alterna momenti tragici con altri più leggeri, perfino divertenti. Inoltre, dopo la lettura di questo libro, devo ammettere di conoscere meglio tanti aspetti della mia città, la sua storia, le sue tradizioni e la sua lingua. Il capitolo che mi è piaciuto di più è l’ultimo, per la descrizione dei luoghi, simili nei colori ma profondamente diversi da come sono attualmente, per come incomincia e si svolge la storia d’amore con Antonedda, ma soprattutto perché mi ha rivelato ciò che mi aspettavo, cioè che Dillu era il vero padre di Antonio.

Elisabetta Costa

 

Questo libro l’ho trovato molto interessante anche se all’inizio non mi ha entusiasmato tanto nella parte in cui Antonio venne cresciuto dalla balia. Ma dopo ho trovato il racconto alquanto avvincente. É una storia drammatica poiché tanti bambini furono abbandonati nella ruota dell’ospedale di Sant’Antonio e mi ha colpito soprattutto il fatto che la maggior parte di loro sono cresciuti senza l’affetto di una madre e di un padre come ad esempio Antonio che fortunatamente riesce a trovare la sua strada nella vita nonostante sia stato abbandonato.

Alessandra Piras

 

La lettura di questo romanzo è stata piacevole e mi ha coinvolto tanto. La storia narrata offre vari spunti di riflessione e nonostante la sua drammaticità infonde nel lettore un senso di ottimismo soprattutto per la capacità di una persona sfortunata come Antonio di ottenere buoni risultati nella vita. L’amore verso il prossimo e soprattutto per i trovatelli come lui è una caratteristica da sottolineare del personaggio principale. Egli non trasforma in rabbia la sofferenza patita a causa dell’abbandono ma bensì utilizza le sue energie in modo positivo e altruista. A parte qualche difficoltà nella comprensione di alcuni termini, la lettura è stata sostanzialmente spedita e questo grazie anche al livello di coinvolgimento emotivo che la scrittrice riesce a trasmettere al lettore. Mi è piaciuto in particolare l’epilogo nel quale il protagonista scopre che il suo vero padre è Dillu. Mi ha colpito il parallelo fra il primo capitolo e l’ultimo, entrambi intitolati Lasciami e vai con Dio, parole pronunciate dal padre di Antonio durante l’abbandono e in punto di morte.

Alessandra Pisu

 

Alla fine Mischineddus si rivela un bel libro, nonostante la lentezza del ritmo narrativo che lo caratterizza in svariati punti, nonostante le mille vicissitudini vissute da un personaggio che combattendo contro la sfortuna ne ha incredibilmente la meglio. Se fossi un critico letterario e dovessi dare un voto gli darei un 7,5 abbondante. Certo non è proprio il mio genere letterario preferito visto che non punta al fantasy, ma merita di essere letto e riletto per porre molte persone davanti ad una realtà sconcertante, ovvero il fatto che si sappia poco o niente delle proprie origini, delle proprie tradizioni e della storia della nostra bellissima Isola! Io in prima persona ho riscoperto molti aspetti di un passato lontano e ho riscoperto anche un po’ di orgoglio personale nel sapere di vivere in un’ Isola importante con una storia millenaria ed affascinante. Nonostante le “difficoltà” riscontrate nella lettura del romanzo per la sua lentezza, consiglierei questo libro ad un pubblico giovane, anzi giovanissimo per far conoscere fin da subito la bella storia di Antonio e il suo “mondo”.

Elia Serra

 

Il libro è gradevole ma non entusiasmante. In certi punti sono presenti troppe riflessioni e descrizioni così da renderlo un po’ noioso, so che alcuni avrebbero da ridire ma ognuno ha la propria opinione. Anche in un passo il narratore stesso afferma di cogliere la noia nel lettore perché l’argomento è complesso: "Non sbaglio. Sono chiari i segnali di noia, iniziati quando ho preso a parlare di rendite e di denari..." (pag. 133). Tutto sommato il romanzo è di piacevole lettura soprattutto nel finale dove si vengono a scoprire sorprendenti novità. Per me è stato interessante leggerlo perché è la prima volta che leggo un libro ambientato in Sardegna, inoltre il protagonista ha il mio stesso nome e proviene dalla mia stessa città. È un libro che consiglierei a un lettore più adulto anziché a dei ragazzi. Direi che mi ha fatto scoprire un nuovo "pezzo" della storia della mia Isola.

Antonio Vidili

 

 

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Capitolo

pagina

Tutto in uno sguardo

4

Corus meus

7

Sorelle 

14

Un abbandono

21