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L’invenzione dell’elettronica

L’anno 2013 sarà ricordato nella scuola italiana per un motivo in particolare: l’introduzione dell’iscrizione elettronica obbligatoria.  Già operativa nelle università dal mese di settembre, ha sollevato, come al solito, numerose polemiche, sia tra i genitori che gli insegnanti.  La domanda spontanea che si pone è: potrà essere utile davvero?

Da quest’anno,  fino al 28 Febbraio, sarà possibile iscrivere i propri figli alle classi prime di ogni grado solo ed esclusivamente online. Sul sito del ministero è presente tutto il materiale e la documentazione. (home)

Il fatto che nasca non dal nulla ma  da una necessaria innovazione tecnologica sembra scontato; si tratta della solita scelta calata dall’alto e imposta alle scuole e ai genitori? In questi anni, non è stato l’unico provvedimento per rendere più   snelle molte delle pratice degli uffici di segreteria e più efficaci alcune attività formative della didattica curriculare della scuola e pubblica. Dall’introduzione delle LIM (lavagne multimediali), all’uso dei tablet e dei pc durante le lezioni, fino alla graduale eliminazione e digitalizzazione dei libri.

Il Registro Elettronico, che nell’anno in corso è soltanto  facoltativo e che dall’anno prossimo potrebbe diventare obbligatorio, per esempio, è stato criticato in quanto porterebbe all’impoverimento dei rapporti insegnanti-genitori.

Bisogna tener presente che questi provvedimenti non potranno mai, se non in minima parte, migliorare definitivamente la scuola pubblica italiana, che ha assoluta necessità di ampi e profondi cambiamenti: in primis, nella mentalità di chi la scuola la governa e la struttura.

E’ necessario partire dalle fondamenta della cultura, e non lasciarle ’sgretolare’. Educare e formare nuovi cittadini è il principale obiettivo della scuola e, aggiungerei, di uno stato moderno.

Detto questo si può guardare favorevolmente ogni piccola innovazione, soprattutto se si traduce in maggiore efficienza e minore fatica sia per chi si deve occupare della gestione, della amministrazione e della diddattica  (personale degli uffici di segreteria e presidenza,  i docenti, i collaboratori scolastici ecc.) sia per le famiglie; non si può pensare che tutto ciò possa limitare le relazioni umane.

Nè si può essere eccesivamente scettici nei confronti di ogni novità tecnologica spesso vista vista come limitante e controproducente.

Il vero problema non è pensare che un genitore, vedendo i voti del figlio dal registro elettronico, si sentirà sollevato da presentarsi ai colloqui, ma sapere che c’è qualcuno che vede la scuola solamente in termini di numeri e voti, e che questo sia sufficiente  per farsi un’idea di cosa sia realmente l’apprendimento.

Per favore, una scuola così proprio no!

Mauro Cicalò





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