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Ovidio nella societą odierna

Ovidio nella società odierna

 

Il giorno 27 marzo, io e la mia classe ci siamo recati al Teatro delle Saline di Cagliari per assistere allo spettacolo Metamorphosis di Elisabetta Podda. Con la tecnica del racconto a cornice, ventuno giovani attori hanno interpretato i miti ovidiani di Fetonte, Medusa, Narciso e Orfeo ed Euridice in chiave moderna, intervallati dalla recitazione dei versi ovidiani del poema Le Metamorfosi.

 

 

Il pubblico era visibilmente estraneo al mondo del teatro e una parte di esso ha disturbato lo pettacolo ridendo nei momenti meno appropriati, il che ha infastidito gli attori; l’altra parte del pubblico è sembrata interessata e comprensiva e ha chiesto agli attori dei chiarimenti al termine dello spettacolo. Gli attori, in confronto a quelli degli spettacoli precedenti, erano meno esperti in quanto frequentano ancora la Scuola d’Arte Drammatica di Cagliari e perciò non erano ancora degli attori affermati.

Per quanto riguarda l’allestimento, non erano presenti effetti speciali, le luci erano suggestive e così le musiche. Sul palco vi erano delle panche e dei tavoli di legno sui quali gli attori si esibivano; come oggetti di scena sono state usate delle candele, una valigia (nel mito di Narciso, per simboleggiare il passaggio della sua anima in un altro corpo), una giacca rossa (indossata da un attore per simboleggiare il fato).

Gli dei degli Inferi, Ade e Persefone, chiedevano alle anime di rappresentare vicende d’amore, passione, incomprensione, pericolo o coraggio. Il tutto era ambientato nell’Ade perciò le luci erano deboli e gli attori erano vestiti di nero.

Penso che il mito meglio rappresentato sia stato quello di Fetonte: nella versione originale, questi guidò il carro infuocato del padre per dimostrare di essere figlio del Dio del Sole ma, perso il controllo del cocchio, incendiò una parte di cielo (dando origine alla Via Lattea) e prosciugò delle aree (corrispondenti ai deserti) e venne fulminato da Apollo; nello spettacolo, invece, Enrico chiese al padre di prestargli la sua potente e lussuosa auto per dimostrare agli amici la fiducia dei genitori nei suoi confronti, egli morirà proprio in un incidente d’auto causato dall’elevata velocità.

Mi è piaciuto molto il mito di Orfeo ed Euridice, nonostante inizialmente non fosse molto chiaro. Nel mito classico Euridice morì e Orfeo scese nell’Ade per riprenderla; ammaliando Ade e Persefone col suo canto, ottenne il permesso di riportarla nel regno dei vivi a condizione che non si girasse mai a guardarla lungo il tragitto. Orfeo cedette alla tentazione e vide la sua sposa svanire per sempre. Nella rappresentazione, Euridice era interpretata da un uomo (Niko) e Orfeo da una donna (Giada); al posto del canto, ciò che ammaliò tutti fu la danza di Giada e la condizione era il non toccarsi invece del non guardarsi.

Non ho gradito gli altri due miti in quanto non ho trovato sufficienti collegamenti tra i miti originali e la rappresentazione. Nel mito originale, Medusa venne violata da Poseidone e per aver nascosto il volto dietro lo scudo di Atena, quest’ultima la punì  mutando la sua bella capigliatura in un groviglio di vipere e facendo in modo che il suo sguardo pietrificasse ogni creatura vivente. Nella rappresentazione erano presenti due ragazzi e, mentre parlavano, la ragazza con un flashback ricorda un tragico episodio della sua vita in cui veniva molestata. Per quanto riguarda il mito ovidiano di Narciso, egli respinse inorridito la ninfa Eco quando ella gli confessò il suo amore; la ninfa ne morì e Nemesi, la Dea della Vendetta, punì Narciso facendolo innamorare di sé stesso vedendosi riflesso in uno specchio d’acqua. Nella rappresentazione, dopo aver respinto Eco, l’anima di Narciso si spostò in altri corpi come vendetta della dea Nemesi.

Gli unici elementi in comune tra i miti originali e le rivisitazioni sono state le molestie nel primo mito e, nel secondo, il rifiuto di Narciso nei confronti di Eco e l’intervento di Nemesi. Nonostante queste due vicende poco chiare, ho apprezzato particolarmente il fatto che tra un mito e l’altro venissero riportate parti del poema; nel complesso, ho trovato lo spettacolo ben organizzato e interessante e rivedrei volentieri una rappresentazione di questo genere.

 

Giulia Mallocci 2SB

 

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