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Giovani versi per Quartu

 

GIOVANI VERSI PER QUARTU

Piccola raccolta di poesie su Quartu S. Elena e dintorni

Classe II F

A.S. 2013 - 2014

     

 

PREMESSA

Noi ragazzi della II F del liceo scientifico “G. Brotzu”, seguendo il programma di letteratura italiana, nel corso del secondo quadrimestre, abbiamo affrontato lo studio degli aspetti tecnici e teorici della poesia.

Settimana dopo settimana il nostro interesse nei confronti dei testi in versi cresceva e, una volta terminata l’analisi della sfera strettamente tecnica, la professoressa, visto il nostro apprezzamento nei confronti di questi argomenti, dopo la lettura della poesia “Trieste”, che il poeta Umberto Saba ha dedicato alla sua città, ci ha sollecitati a scrivere un testo in versi sulla nostra città, su Quartu.

Questa proposta ha ottenuto piena adesione e il risultato è una raccolta, tra il serio e il faceto, di quattordici poesie su Quartu e dintorni, nella quale i pregi e i difetti della nostra città sono filtrati dalla sensibilità, dai sentimenti e dai ricordi di giovani adolescenti, pronti, con i nostri diversi punti di vista, a cogliere aspetti sempre nuovi del luogo in cui viviamo.

 

I ragazzi e le ragazze della II F

 del liceo scientifico “G. Brotzu” di Quartu S. Elena

 


 

 

 

 

 

 

Quartu bagnata dal mare

 

Quartu bagnata dal mare

da lontano può sembrare

una distesa di pace

con il suo profumare

quando tutto tace.

Quartu città celeste

quanto verde, se la vedeste:

i parchi invasi

dal vociare

le strade affollate

sono intrise di mare.

A Quartu,

quando l’inverno prende a crescere

la città non smette mai di essere

allegra e illuminata,

non tanto fredda, nemmeno gelata

il tempo non smette di esser bello

c’è sempre il tempo per una passeggiata

forse con l’ombrello,

per Quartu illuminata,

con nel cuore però la nostalgia

dell’estate, che arrivando, tutto porterà via

come per incanto.

 

Ludovica Dettin e Marta Dessalvi

 


 

 

 

Quartu, la mia casa

 

Quartu, la casa

della mia infanzia.

Ogni cosa ha un suo ricordo.

Le vie, che a memoria

conosco, fanno ricordare ogni mia vecchia gioia

di quando ero bambino,

che ancora oggi,

anche se ragazzino,

continuo a ricordare.

Il parco, che ogni giorno

frequentavo. E’ lì che ho

i miei più lontani ricordi,

dove sono cresciuto e

ho conosciuto i miei primi

amici.

Quando cammino per le vie

di Quartu, mi sento a casa,

la casa delle gioie mie.

 

Alessio Pulisci

 


 

 

Città natia

 

Protetta da Elena,

madre di Costantino imperatore,

donna santa

la mia città

si dipara fronte

a me, seduto

su quest’erta

dal sole arsa.

Si rivolta un budello

di umide vie ombrose

dalla chiesa patronale

esce il profumo dalle

botteghe di pane,

lo sguardo dell’anziano,

antico rapace,

vigila la via.

Cancellano l’agreste

storia i novelli

blocchi di

modernità,

soffoca il catrame

la grassa

generosa terra

dei padri

Ma laddove regna

l’azzurro e sulla

non più bianca

sabbia prospera la

verde macchia

s’odono le

spensierate gride

del giovane gabbiano.

 

Edoardo Puddu


 

 

 

 

La mia morta città

 

Mi affaccio alla finestra

e vedo

il fior di una ginestra

che vedendola brillar

che il sole

mi batte forte il cuore

ma ad un tratto

il mio umore

alternò

di gioia e di dolore

nello scorgere

il grigiore di una città

che neppur un fiore

induce nel mio animo

costernazione

perché nonostante sia

la mia città natale

mi vien voglia di partir

distaccandomi da tutto ciò che è artificiale.

 

Federico Cacciabue


 

 

 

 

Quartu

 

Alle prime luci del giorno

nulla ancora si scorge intorno

bisogna aspettare il sole

affinché la vita si accenda

e quando essa si accende

appare tutto diverso.

Le case spuntano con i loro colori

sembrano fiori in primavera

il mare bagna lento la sabbia,

un cane vagabonda per le strade,

un ragazzo va a fare la spesa

prima di andare a scuola,

il nonno, seduto, legge il giornale.

Azioni quotidiane,

di una piccola città,

città che non puoi amare

città che puoi odiare

ma pur sempre città.

E arriva la notte e

d’un tratto la vita si spegne

la vita dorme

e l’oscurità

si porta via questa città.

 

Andrea Puddu


 

 

 

 

Quartu

 

Guardo la mia città

dalla finestra della mia stanza

tante le cose che sorgono

insieme alla luce del giorno

tante le strade dove risuona

già il rumore di un cane

che passa.

L’aria fresca con il

sapore di mare

che ti ricorda l’estate

le amicizie.

Ricordi...

Quando la notte comincia

a calare un tramonto immenso

illumina la mia stanza

come volesse portarla con sé.

I grilli cantano le luci

si spengono.

E’ arrivata la notte.

 

Manuel Vacca

 


 

 

 

Quartu

 

Questa è Quartu non Milano

né Firenze e non un pantano

ci sono nato, cresciuto, vissuto

per me Quartu è tutto.

 

Mattia Mocci


 

 

 

 

Oltre lo specchio

 

Guardando questa mia città

di cui vedo l’anima,

pare quasi infinita

la sua parte più intima

divisa da me

da quello specchio

in cui si riflette al mattino

e calando la notte, risplende

perché una tra le stelle più belle

da lassù la protegge

insieme a me.

 

Michele Marrocco

 


 

 

La mia grigia città

 

La mia città rumorosa

è quanto un luna park,

l’odore smog invade

tutto quanto e senti

nell’aria un triste canto.

Il verde è assente

quasi completamente

è una città grigia

priva di energia

e la felicità sembra

da tempo ormai sparita.

Il tempo è infinito

e senti come un gemito

di qualcuno ormai sparito

e da solo stai

poiché nessuno c’è oramai.

 

Paolo Marra


 

 

 

 

Ode a Quartu

 

Quartu, città splendente

e sempre sorridente

dall’alto dei tuoi rilievi,

sin dagli albori la tristezza toglievi.

Città dove il sole mai svanisce,

dove il mare è sempre calmo,

dove tutti nutrono speranze

nell’estate ricca di danze.

Gli studenti marciano tutti all’unisono

pensando solo al loro futuro,

pensando solo al loro destino.

Così si conclude la mia ode

alla città che di vita esplode,

poiché nulla ha da invidiare

alle altre città affacciate sul mare.

 

Riccardo Cortes

 


 

 

Flumini

 

Se di Flumini dobbiamo parlare,

il mare dobbiamo osservare,

nelle sue acque chiare e trasparenti,

i miei pensieri saranno lenti.

Le case solitarie

immerse nel verde

delle vaste colline,

i mandorli in fiore,

il canto dei merli,

mi fan sognare ad occhi aperti.

Dalle cime più alte

io posso osservare

la mia vita volare,

come rondini

distaccatesi dall’immenso trespolo della vita.

 

Alessia Xaxa e Laura Piras

 


 

 

Flumini, il piccolo punto

 

Sto qui a descrivervi il luogo,

di un paese che nel mondo pare un punto

ma è qualcosa di più

per me è tutto.

Il sole sta per tramontare

in cielo c’è già la luna piena

che aspetta di poter brillare.

Si vede anche il cielo stellato

mentre sto sdraiato in quel fresco prato.

Arriva la notte, un silenzio totale

tutti sembrano dormire

eppure senti la natura parlare.

Paesino mio non sarai oro,

nemmeno argento, ma a noi porti felicità al cento per cento.

 

Andrea Aresu

 


 

 

Una come poche...

 

Flumini, bella e contenta: c

ome una madre che il suo figlio accarezza;

che accarezza delicatamente con una mano:

soffice, morbida.

Tutti ti amano, ti guardano e sorridono:

il mare che possiedi ti arricchisce:

ti rende il posto più bello tra le nuvole infinite:

snellezza e bellezza i tuoi luoghi scolpiscono.

 

Filippo Marcia

 


 

 

BURCEI

 

Cara Burcei

sei meglio di Lanusei

con i tuoi piccoli frutti rossi

porti tutti gli stranieri.

Il paese ti fa onore

e c’è anche un bell’odore

quando è tempo di vendemmiare

tutti fai innamorare.

Burcei è il paese dei

grandi dei

e quando inizia a nevicare

tutti fai sognare.

Questa è la poesia per il mio paese

dedicata a tutte le anime

dal cuor cortese.

 

Carlo Usai


 

 

 





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