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Spettacolo "Odissea"

Recensione dello spettacolo Odissea

 

Il giorno 29 Marzo 2014, la mia classe, la II F, si è recata con numerose altre classi dell’Istituto "G.Brotzu" presso il teatro "Le Saline" di Cagliari, per la visione dello spettacolo Odissea, messo in scena dal gruppo teatrale Envers Teatro.

L’appuntamento era fissato per le 9.45 del mattino davanti all’ingresso principale del teatro. Una volta arrivati tutti, dopo un’attesa abbastanza lunga, ci siamo recati all’interno del teatro, dove abbiamo preso posto nelle ultime file della platea.

Visto che nel mese di novembre avevamo già assistito a uno spettacolo della stessa compagnia, intitolato Macbeth e Lady, io e i miei compagni eravamo molto curiosi di vedere se questo secondo spettacolo sarebbe stato migliore del precedente che non aveva riscosso molto successo. Come il precedente, anche lo spettacolo Odissea è stato recitato dallo stesso attore, Valeriano Gialli, il quale, in apertura, ci ha spiegato il fatto che noi, con la sola nostra immaginazione, avremmo dovuto "vedere" i luoghi, i personaggi e le situazioni che avrebbe narrato.

Il racconto si apre con Ulisse che, lasciata Ogigia, sta navigando verso Itaca, quando un vento sfavorevole lo fa naufragare nell’isola di Schiera, dove Nausicaa e suo padre, il re Alcinoo, organizzano un banchetto in suo onore, durante il quale Ulisse, commosso dal racconto di un cantore che narra della guerra di Troia, comincia a raccontare, con un lunghissimo flashback, tutte le peripezie che ha dovuto affrontare dalla fine della guerra.

L’attore, impersonando Ulisse, aiutato da musiche molto belle e suggestive, ripercorre tutti gli eventi: l’incontro con i Lotofagi, la scampata morte nella terra di Polifemo, l’incontro con Eolo, il massacro dei suoi compagni nell’isola dei Lestrigoni, l’incontro con la Maga Circe, lo sbarco in Sicilia, sull’isola delle vacche del dio Sole. Infine Ulisse narra degli otto anni trascorsi presso la ninfa Calipso nell’isola di Ogigia.

Alla fine del racconto, i Feaci commossi, riportano Ulisse a casa, dove con l’aiuto di suo filgio Telemaco e di altre due persone fidate, egli scaccia i Proci che hanno invaso il suo palazzo contendendosi la mano di Penelope, moglie di Ulisse, che gli è stata sempre fedele nei lunghi venti anni di assenza.

Sul finale l’attore, ha recitato un episodio poco conosciuto e spesso censurato nei testi scolastici e nelle rappresentazioni dell’Odissea, ossia il massacro da parte di Ulisse delle ancelle, che durante la sua assenza, sono state infedeli a Penelope.

Nel complesso la visone dello spettacolo è stata piacevole, le musiche scelte erano molto belle e l’attore è stato molto bravo, tuttavia, non apprezzo molto il fatto che reciti da solo, inoltre in alcuni momenti la recitazione è diventata comica anche se non era quella l’ intenzione dell’attore.

La scenografia era quasi assente, fatta eccezione per due file di sei candele poste parallelamente ai lati dell’attore. Le luci invece erano suggestive.

 

Ludovica Dettin II F

 

 

 





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