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Anita Garibaldi

  Anita Garibaldi

 

Maria de Jesus Ribeiro da Silva, meglio nota come Anita Garibaldi, nacque il 30 agosto 1821 a Morrinhas nell’estremo sud del Brasile. La bambina fu battezzata Ana (Anna) e chiamata in famiglia Aninha, che è il diminutivo di Ana in lingua portoghese. Certamente Anita dimostrò di possedere un fascino ed un carattere davvero eccezionali per la sua epoca. Il rivolo di sangue indio che scorreva nelle vene della fanciulla mostrò subito quale fosse la sua tempra, lo spirito selvaggio, l’agilità e il coraggio di cui era capace. Dapprima seppe tener testa a Manuel Duarte Aguilar, un calzolaio ubriacone e per giunta monarchico che la madre vedova in difficoltà economiche le aveva scelto per marito e, successivamente, affrontò con indomito coraggio le incredibili avventure e le durissime privazioni subite nella lotta contro le truppe imperiali accanto a Garibaldi.

 

Il generale della marina repubblicana Giuseppe Garibaldi, giunto, ormai trentaduenne, a bordo di piccole navi trasportate via terra per attaccare di sorpresa la flotta imperiale ne fu davvero colpito fin dal primo istante. Giuseppe, che condivideva appieno i suoi ideali repubblicani, apprezzò le sue idee, il suo carattere forte e, proprio nei giorni intorno al 29 luglio 1839, quando venne proclamata la Repubblica Juliana iniziò a frequentarla. Anita contro il parere del generale divenne comandante del gruppo logistico dei rifornimenti e dell’infermeria; ella diventò così per Garibaldi compagna di vita nonché compagna di tutte le sue battaglie. Anita porterà avanti la decisione di combattere sempre con gli uomini e come gli uomini, sostenendo il fuoco avversario e pare che sia stata spesso assegnata alla difesa delle munizioni, sia negli attacchi navali sia nelle battaglie terrestri. Dotata di un carattere impetuoso, indomabile e quasi selvaggio non esitò un attimo a seguire il bell’Italiano, quell’audace marinaio trentaduenne che capitanava alcune piccole navi adibite alla guerra corsara contro la flotta imperiale brasiliana, nella rivoluzione della Repubblica Riograndense: Anita si trasferì appena diciottenne a bordo della nave. All’inizio del 1840 nella battaglia di Curitibanos, Anita cadde prigioniera delle truppe imperiali brasiliane. Ma il comandante, colpito dal temperamento indomito della giovane, le concesse di cercare il cadavere del marito sul campo di battaglia. Anita, approfittando della distrazione delle guardie fuggì, riuscendo a ricongiungersi con Garibaldi.

 

Il monumento celebrativo di Anita Garibaldi, realizzato da Mario Rutelli ed inaugurato nel 1932 al Gianicolo, custodisce le ceneri di Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva

 

Il monumento celebrativo di Anita Garibaldi

 

 

 

 

 

Il 16 settembre 1840 nacque il primo figlio al quale significativamente diedero il nome di Menotti, in onore di Ciro Menotti, un patriota italiano martire del Risorgimento. Dodici giorni dopo il parto, Anita sfuggì a una nuova cattura restando nascosta nel bosco finché Garibaldi e i suoi la ritrovarono. Nel 1841 divenuta ormai insostenibile la situazione militare della rivoluzione brasiliana, Garibaldi e Anita presero congedo da quella guerra e si trasferirono a Montevideo, in Uruguay, dove rimarranno sette anni fino al giorno in cui nel 1842 si congiunsero in matrimonio nella parrocchia di San Bernardino. Nel 1848, alla notizia delle prime rivoluzioni europee, Anita si imbarcò per Nizza coi figli, ormai in numero di tre; lì trovò ospitalità presso Rosa, madre di Garibaldi il quale la raggiunse con un altro bastimento solo qualche mese più tardi. Il generale era assente dall’Italia da una dozzina d’anni: il 21 giugno 1848 quando arrivò a Nizza ebbe una calorosa accoglienza. Il 2 luglio 1849, dopo aver inutilmente difeso la Repubblica romana, abbandonò Roma con Anita, sofferente e in avanzato stato di gravidanza. Nelle valli di Comacchio si consumò la tragedia.

 

La donna perse conoscenza. Pur braccati dai nemici, Garibaldi e i suoi la caricarono su una piccola barca; accorse di lì a poco un medico, il quale però poté solo constatare che Anita era spirata. Era il 4 agosto 1849. Anita aveva ventisette anni. La sua avventura umana, storica e sentimentale accanto a Giuseppe Garibaldi era durata appena undici anni. Il cammino della sua vita all’interno della società ottocentesca, che affidava alla donna ruoli limitati di moglie e madre, fu per quanto breve davvero intenso: ella riuscì a muoversi quel contesto dedicando tutta la sua esistenza a combattere, non per motivi qualsiasi bensì in nome della libertà e dell’indipendenza dei popoli. Proprio per questa determinazione ancora oggi questa grande figura di donna continua a esercitare un forte e indiscutibile fascino: Anita rimane senza dubbio la grande protagonista del Risorgimento.

 

 

Valentina Loi  





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