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Lavori Studenti  / 5^ D Lic.Sc.

Jessie White Mario

GIOVANE GIORNALISTA INGLESE,

A FIANCO DI GARIBALDI E MAZZINI

NELLE LOTTE PER IL CONSEGUIMENTO

DELL’UNITÀ D’ITALIA  

 

 

Una immagine della giovane giornalista inglese

Jessie era nata il 9 maggio del 1832 in un piccolo villaggio nei pressi di Portsmouth, da Thomas, la cui famiglia possedeva da generazioni un cantiere navale e Jane. La madre di Jessie morì e Thomas decise di risposarsi. L’infanzia della piccola fu sconvolta dalla prematura scomparsa della madre e dall’ossessivo fanatismo religioso del padre. Le condizioni psichiche della moglie ne risentirono, mentre la piccola Jessie si ribellava apertamente, dichiarando il suo agnosticismo. Nonostante ciò, Jessie ricordò sempre con gioia la sua infanzia. Dopo la scuola del paese, la giovanissima studia alla Buckingham House di Portsmouth prima, alla Scuola di Teoria Sociale di Birmingham poi. Questa scuola, aperta a ogni classe e sesso, pubblicava una rivista di chiaro stampo femminista, l’Eliza Cook’s Journal, per il quale la giovane Jessie cominciò a scrivere i suoi primi combattivi articoli.

Nel Settembre 1854 accetta la proposta di accompagnare in Sardegna la nobildonna Emma Roberts, per incontrare l’affascinante Giuseppe Garibaldi. Parteggiando per i rivoluzionari e odiando la repressiva politica papale, Jessie, con quel viaggio, sperava di poter attuare ciò che i suoi professori e i liberali incontrati a Parigi si limitavano a pensare circa gli eventi che animavano la penisola. Dopo pochi mesi Jessie si recò a Londra, dove venne a contatto con patrioti mazziniani e nel ’56 con lo stesso Mazzini, subito attirato dalla sua caparbietà. Garibaldi aveva dichiarato a Jessie di essere contrario alle idee visionarie di Mazzini, per il quale le monarchie erano oppressive e antiliberali per definizione. Garibaldi era invece convinto che la politica diplomatica di Vittorio Emanuele II e del primo ministro Cavour fosse l’unica possibile.

 

Alla fine del 1856 i patrioti Pilo e Fabrizi promossero la sollevazione del popolo siciliano. Mazzini e Jessie, che lo aveva seguito in Italia, cercarono invano di convincere Garibaldi a prender parte ai moti. Nel Giugno 1857 Jessie giunse a Genova, dove tutto era pronto per mettere in azione l’apparentemente perfetto piano di Mazzini: Pisacane avrebbe dovuto dirottare una nave piemontese in rotta per Tunisi per liberare molti prigionieri politici tenuti lì, porsi alla loro testa, gettarsi su Napoli per rovesciare il re Borbone Ferdinando ed espandere la rivolta in tutta la penisola. Garibaldi aveva ragione: il fallimento dell’impresa fu totale. Un gran numero di cospiratori fu arrestato e rinchiuso nel carcere di Genova, anche Jessie. Qui la giovane si innamora del giovane amico di Mazzini, Alberto Mario. Egli credeva, come Cattaneo, che l’unica via d’uscita per il raggiungimento dell’unità nazionale fosse una federazione di stati autonomi, che non nascesse dalle sommosse. Una volta rilasciati i due partirono per l’Inghilterra, dove si sposarono, il 19 dicembre 1857. Nello stesso anno Mazzini convinceva Jessie a partire alla volta di New York in cerca di fondi. Ne trovò. Ma in quegli anni americani Jessie cambiò. Gli eventi, le delusioni, la frequentazione del marito avevano tramutato la giovane ribelle in una donna intellettuale, posata e riflessiva. Quando, nel 1859, i Mario tornarono in Italia, per affiancare Garibaldi, Napoleone III, alleato dei piemontesi, e Francesco Giuseppe, imperatore austriaco, avevano appena firmato un disonorevole armistizio. I coniugi, considerati spie liberali e per questo arrestati più volte, furono costretti a ritirarsi in Svizzera.  

 

L’11 maggio 1860 i coniugi si recarono in Sicilia coi Mille per partecipare alla clamorosa spedizione. Lei ebbe l’incarico di organizzare il primo ospedale garibaldino e controllare un corpo di ambulanze per l’”esercito nazionale”. Infermiera dei garibaldini, Jessie divenne sempre più popolare tra le truppe, per la sua resistenza fisica, per il suo ottimismo, per il coraggio dimostrato sotto il piombo nemico. Il 17 marzo 1861 il Savoia Vittorio Emanuele diventava re d’Italia. I francesi usciranno da Roma solo nel ’70 dopo la guerra franco prussiana. Dopo il completamento dell’unità i coniugi Mario si ritirarono a Lendinara dove vissero con scarsezza di mezzi ma in indubbia felicità. Jessie morì, dopo il marito, il 5 marzo 1906.

 

Si concludeva la movimentata vita di una donna generosa, di una patriota che per seguire Garibaldi aveva rischiato la prigione e la vita, e che fu, nonostante fosse inglese, uno dei personaggi femminili più attivi e coraggiosi del nostro Risorgimento. Il giornalismo fu deleterio per le monarchie presenti nella penisola, fu dunque essenziale per il raggiungimento dell’Unità. Jessie fu anche una dei giornalisti più impegnati al riguardo, come testimonia la prima grande inchiesta nella storia del giornalismo italiano, pubblicata in volume nel 1877 (e ripubblicata nel 2005, LA MISERIA IN NAPOLI - Jessie White Mario), che la White Mario realizzò visitando e descrivendo ogni angolo di Napoli, dai bassi agli ospizi alle carceri, e sottolineando la corruzione delle istituzioni in teoria preposte ad alleviare il malessere sociale.

 

Davide Ledda  

 





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