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Una giornata con Hakan Nesser

Una giornata con Hakan Nesser

Il giorno 16/10/10 le classi 2E, 2A e 2F del Liceo Scientifico Statale ‘G. Brotzu’ di Quartu S. Elena si sono recate a Cagliari per partecipare alla V Manifestazione della Letteratura per ragazzi “Tutte Storie”. Ogni alunno ha dovuto raggiungere con mezzi propri l’Ex Mà, ovvero il vecchio mattatoio cittadino, adibito a spazio culturale, vicino a piazza San Cosimo. L’appuntamento è stato fissato per le ore 9 e, con largo anticipo, si sono presentati tutti gli studenti. Sarebbe potuta essere una manifestazione come tante, se non ci fosse stato un ospite di rilievo, Hakan Nesser, autore svedese di romanzi gialli, di cui il più famoso, a parere dei molti presenti, è ‘Il ragazzo che sognava Kim Novak’. Trama avvincente, ambientata nella Svezia degli anni “60, della quale riflette perfettamente lo stile di vita e il linguaggio della gioventù del periodo.

Nel libro, oltre ad essere presenti tematiche adolescenziali (per esempio i primi amori), è presente anche il delitto, motivo classico di questo genere di romanzo. Tutto questo farebbe pensare ad un prodotto inventato dalla fervida immaginazione dei popoli nordici, ma non è così. Infatti la vicenda è ispirata a una storia vera, l’omicidio di Berra Albertsson, campione svedese di pallamano degli anni “60. Al centro del racconto due adolescenti, i protagonisti e principali indiziati Erik ed Edmund.

Prima di andare all’Ex Ma a discutere del libro, le classi sono state divise per partecipare alle diverse attività proposte: un gioco di ruolo ambientato nel Medioevo e la visione di un cortometraggio, che racchiudeva spezzoni di film che avevano come tema l’adolescenza e la paura (tra i principali ricordiamo ‘Page Master’ e ‘Io non ho paura’).

Dopo aver terminato queste attività (verso le dieci circa), ci siamo diretti tutti all’interno della struttura. Le persone giunte a questa manifestazione erano veramente tante e di tutte le età: noi studenti liceali, le comitive di bambini delle scuole elementari in estasi per quest’evento, gli insegnanti e gli animatori ecc…

Alla fine, verso le 11.30, dopo un’ora e mezza di smarrimenti e orientamento fra marmaglie di piccoli euforici, è arrivato il momento dell’incontro tanto atteso con lo scrittore Nesser: portamento autoritario ed imponente, occhi amichevoli, capelli vagamente bianchi, talmente alto che ci saremmo dovuti mettere i trampoli per riuscire minimamente a raggiungerlo per guardarlo ‘faccia a faccia’. Essendo svedese, si è fatto capire dagli studenti parlando inglese, lingua di cui possiede padronanza assoluta.

Dopo cinque minuti d’attesa, è iniziata l’intervista all’autore, la quale non si sarebbe potuta svolgere senza l’aiuto dell’interprete. Durante l’incontro, coordinato da un giornalista dell’associazione culturale “Hamelin”, sono sorte domande di vario genere anche ad opera degli studenti. Una dote particolare del Sig. Hakan, della quale di certo nessuno si dimenticherà, è stata la riservatezza: nonostante le domande insistenti volte a far confessare l’autore riguardo al presunto assassino del racconto, egli è rimasto impassibile portando la suspence all’apice, ma alla fine se l’è cavata con un semplice ‘I don’t remember!’ (Non ricordo). Così le poche speranze di scoprire il nome dell’assassino sono state deluse, ma il sentimento del misterioso è stato sollecitato ulteriormente.

Poi l’intervista è continuata curiosamente, dato che rispondeva alla domande alternando lo svedese all’inglese, e la metà di noi è rimasta letteralmente sconcertata e affascinata dalla complessità di questa fantastica lingua. Nesser ha toccato temi tipici dell’adolescenza (turbe adolescenziali, i modi di esprimersi ecc..), ha parlato dei suoi ultimi successi (‘Carambole’), della sua vita (la famiglia, il divorzio, la sua passata esperienza di professore) e di tutto il bene ed il male racchiuso nell’ambito familiare.

Terminata l’intervista, alcuni studenti sono andati a chiedergli l’autografo. Per tutti è stata una bella mattinata passata in compagnia.

A parer mio è stata una conoscenza formativa e molto istruttiva, puntata soprattutto sullo scambio di idee e di opinioni, e anche una piccola lezione di vita.

Giovanni Garofalo 2° E

 





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