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Festival della letteratura

Sabato 16 Ottobre, la mia classe ma anche tante altre, ha partecipato al Festival della letteratura italiana per ragazzi.

E’ stata una giornata scolastica diversa dalle altre, interessante, ma allo stesso tempo anche divertente. Per prima cosa un ragazzo ci ha fatto riunire in un tendone, dove tutti eravamo seduti intorno a un tavolo e dovevamo fare un gioco di ruolo. All’inizio non avendo ben capito le regole tutti ci siamo annoiati un po’, ma allo scadere del tempo saremmo voluti rimanere lì a giocare.

In seguito, arrivata la parte più interessante della mattinata, siamo andati all’Exmà, dove abbiamo avuto l’incontro con lo scrittore svedese Nesser Håkan. Per fortuna accanto a lui c’era anche una signora che traduceva tutto ciò che diceva perché parlava solamente inglese e svedese. Ha iniziato a fare le domande un ragazzo che stava accanto a lui; domande interessantissime grazie alle quali siamo venuti a conoscenza di tantissime cose, a partire dai suoi libri fino alla motivazione per cui ha iniziato a scrivere romanzi. Poi è arrivato il turno delle nostre domande, erano praticamente tutte concentrate sul libro “Il ragazzo che sognava Kim Novak”. Quello che tutti volevano sapere è chi è stato il vero assassino di Bertil Albertsson tra Erik e Edmund. Lui ci ha detto che non era totalmente sicuro chi fosse l’assassino di questa storia, oltre tutto vera; ci ha anche raccontato dell’incontro avuto con Erik prima di scrivere il libro, per sapere con certezza come si erano svolti i fatti. Erik dopo avergli raccontato perfettamente l’accaduto gli aveva svelato che l’assassino di Bertil era lui; pur sapendo questo, Nesser Håkan scrisse il libro con l’intento di non svelare il vero assassino, lasciando a tutti il dubbio. Ma dopo alcuni anni, ricevette una lettera di Edmund, che diceva che Erik si sarebbe preso le colpe dell’assassinio, ma in realtà era stato lui ad uccidere Bertil Albertsson.

Io penso comunque che lui sia a conoscenza della verità ma per qualunque motivo non lo svela mai a nessuno, anche perché ogni volta che ha un incontro con delle persone o viene intervistato, è sempre la prima domanda che gli viene posta. Noi ragazzi abbiamo cercato mille soluzioni, fino ad arrivare a pensare che siano stati sia Erik che Edmund a commettere l’omicidio, anche perché all’epoca loro avevano solo quattordici anni, e compiere un’azione del genere da solo sarebbe stato un po’ difficile.

Io non sono amante di libri di questo genere, ma da un certo punto di vista la storia mi ha colpito e affascinato, forse perché creava curiosità nel lettore, in particolare nella seconda parte; ciò che non mi è piaciuto di questo libro è stato il linguaggio molto crudo che Nesser Håkan ha utilizzato. Lui durante l’incontro ha detto che è stato utilizzato quel tipo di linguaggio, perché ai suoi tempi tutti i ragazzi usavano queste espressioni, a volte anche troppo volgari secondo me per essere scritte in un romanzo di formazione. I pensieri dei due ragazzi, in particolare in presenza di Ewa Kaludis -> Kim Novak erano troppo espliciti, e a me, come credo anche a qualcun altro, questo ha dato fastidio.

A parte questo, l’incontro è stato molto interessante, anche perché all’inizio io pensavo che passare più di un’ora seduti ad ascoltare l’autore del libro potesse essere noioso, ma fortunatamente ho cambiato idea, e il tempo è volato. L’autore è stato abbastanza gentile e dopo le nostre domande si è reso disponibile per firmare gli autografi e fare le foto con noi.

Come ho già detto all’inizio, è stata una giornata scolastica diversa dalle altre, e come me penso non sia dispiaciuto nemmeno ai miei compagni di classe, e a tutti i ragazzi che hanno partecipato a questo festival. Avendo l’opportunità di un’altra occasione simile a questa, sicuramente non direi di no.

Sara 2^A

 





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