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Diaspore, persecuzioni, genocidi

 

L’IMPORTANZA DELLA MEMORIA

 

Nel corso della storia, i genocidi e le persecuzioni sono stati davvero numerosi, e spesso dimenticati. Ma che cosa sono i genocidi?

Già nel XVI secolo, gli stati colonizzatori in America sfruttarono le popolazioni locali rendendole schiave, senza lasciare loro più alcuna libertà, decimandole con la fame e con le epidemie, e, forse ancora peggio, riccorrendo alle armi da fuoco, togliendo la vita a centinaia di migliaia di persone innocenti. Nelle navi negriere, dall’Africa, vennero deportati anche milioni di schiavi, uomini e donne, per essere sfruttati come manodopera nei campi e nelle ville dei nuovi padroni.

Non si dovrebbero dimenticare nemmeno i genocidi avvenuti in Europa nello scorso secolo. Ovviamente, tutti abbiamo sentito parlare dello sterminio degli Ebrei e di altri gruppi etnici, avvenuto durante la seconda guerra mondiale, della loro condizione nei campi di lavoro, delle camere a gas, dell’umiliazione iniziata con l’istituzione delle leggi razziali, e "finita" con il trattamento nei lager. Ma questo non è stato l’unico episodio.

 

Non possiamo dimenticare il genocidio avvenuto contro gli Armeni, tra il 1915 e il 1916, attuato dal governo turco, per paura di un’alleanza o di una ribellione. Uno sterminio che aveva l’intenzione di essere il più svelto possibile. E quale modo più veloce se non le marce della morte? Immaginate soltanto tante persone in fila, cacciate dalle loro case e private di tutto, forzate a camminare per migliaia di chilometri nel deserto, senza cibo e senza acqua, accompagnate dagli spari e dalle violenze dei soldati ottomani, costretti a calpestare i corpi senza vita dei loro compaesani.

 

 

Non dimentichiamo nemmeno l’Holodomor (dall’Ucraino "голодомор", morte per fame), il genocidio attuato da Stalin intorno al 1930, volto a sterminare la popolazione contadina della campagna ucraina. Il dittatore iniziò col confiscare le terre private dei contadini per poi costringerli a lavorare nelle fabbriche e nei campi statali, fino a lasciarli senza più forze per continuare a vivere. Negli anni successivi la popolazione rimasta fu costretta a cedere allo stato sovietico notevoli percentuali del proprio grano, quantità talmente significative da non permettere alle persone di sfamarsi. Stalin, in questo modo, non provocò nient’altro che una carestia forzata.

 

 

 

E allora cosa è il genocidio se non l’essenza stessa del male? Come spiegare questi episodi che l’uomo attua contro se stesso?

 

Le risposte possono essere tante.

 

Negli anni precedenti al genocidio ebraico, era forte tra la popolazione tedesca la convinzione negli ideali antisemitici di Hitler e del suo governo. Non poteva che essere altrimenti. Era necessario inculcare queste idee alle persone, ricevere il loro consenso, per poter attuare uno sterminio simile, per far sì che nessuno andasse contro quello scopo, contro la “soluzione finale”. La propaganda di queste idee avvenne gradualmente, prima con l’emarginazione, le offese e le accuse contro gli ebrei, poi con le leggi razziali, ma anche con “atti” più semplici come i canti composti per il compleanno dello stesso Führer o per la celebrazione del Terzo Reich, inni che diventarono parte della vita quotidiana delle persone, che, a furia di sentirli, iniziano ad essere considerati come “veri”, come “giusti”.

 

 

Perciò gli estremismi hanno sempre bisogno del consenso della propria popolazione. Ed è per questo che è importante cercare la verità e insegnare la storia, diffondere il più possibile le testimonianze come quelle di Primo Levi, rendere tutti consci di quello che è stato. La Giornata della Memoria potrebbe essere estesa a tutti i genocidi avvenuti, al fine di sensibilizzare di più le persone. Purtroppo, la battaglia contro i pregiudizi razziali e l’antisemitismo è una battaglia ancora in corso, e, gli atti antisemitici sono ancora in crescita, come dimostrato dalle statistiche.

Alcune forze della natura umana sono difficili da combattere. L’uomo ha paura di ciò che è diverso, e perciò dovremmo essere tutti motivati a combattere e a superare le nostre paure

 

Leggi  >>>  articolo <<<         di "Repubblica" sull’antisemitismo (P. Battista)

 

Anna Kurzina, 1SD

 





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