Questo sito è accessibile da tutti i browser e gli user agent, ma il design e alcune funzionalità minori dell'interfaccia saranno visibili solo con i browser che rispettano gli standard definiti dal W3C.

BROTZU ONLINE
BROTZU MEDIA
LA REDAZIONE
LA SCUOLA

Inchieste

"Non è possibile!"

Dopo solo 24 ore dall’incidente, i ragazzi del Brotzu hanno iniziato a rendersi conto  col passare delle ore  e dei minuti dell’orrore che sta dietro questo tragico evento; uno studente della classe 3°C del Liceo Scientifico lunedì 12  Aprile entrava alle 9:30 con la sua classe. È bastato un attimo, forse anche di meno e una manovra ’bastarda’ ha determinato conseguenze incredibili, inimmaginabili che nè lui e tanto meno tutti noi potevamo prevedere.

"Non è possibile !"

è stata  la frase più ricorrente quella mattina nella scuola. Sono state scene da film, da gara di moto GP, dove alla fine tutto si risolve, magari un braccio rotto, qualche frattura ma alla fine tutto è bene, finisce sempre così!!

Ma non è finita così... NON ERA UN FILM ! 

Era la dura realtà nella forma più sfrontata e diretta che si possa immaginare, perchè a 16 anni (non 17 come dicono i giornalisti) è normale commettere errori e spesso si pagano le conseguenze. Il detto "sbagliando si impara" mai come in questa triste circostanza ci riporta alla realtà su ciò che bisogna e ciò che non bisogna fare nella vita. Leo purtroppo non ha avuto neanche l’opportunità  di capire cosa è successo... Quando siamo entrati alle 8 e mezzo mai ci saremo immaginati come una giornata di scuola come tante altre, sarebbe diventata una delle più tragiche e dolorose nella storia del nostro liceo. Più di 700 persone zittite dallo shock e dal dolore, un silenzio continuo, irreale, da brivido, spezzato solo dal tentativo di signora Teresina di terminare la ricreazione, che non è mai arrivata, col suonare della campana. Un suono lungo e interminabile, che rimbombava fastidiosamente per i corridoi zittiti, forse un tentativo vano per cercare di tornare alla "normalità". In mattinata molti hanno chiamato a casa per uscire prima, altri invece sono rimasti e hanno fatto il possibile per cercare una spiegazione con l’aituo di compagni e insegnanti. Verso la fine dell’interminabile giornata di scuola, un mezzo di produzione dell’emittente locale  "Videolina" si era già appostato nei parcheggi della scuola per fare diversi collegamenti in diretta per il loro Telegiornale, intervistando persone che in un momento così avrebbero voluto solo il silenzio e un pò di tempo per prendere piena coscienza dell’accaduto senza il fastidio di dover rispondere a domande insensibili e inutili, tipiche dei cronisti dopo un fatto tragico.  

 

 

 

 

Anche a distanza di tempo, la mia testa e quella di tanti altri che l’hanno conosciuto, è con Leo, con gli amici più stretti, la famiglia, la classe e tutti coloro che lo conoscevano e che gli hanno voluto un gran bene.

Ho deciso di scrivere questo articolo per cercare di descrivere l’aria che si respirava e quel che si pensava in quella mattina maledetta. Il 12 Aprile 2010 è una data che sicuramente la nostra generazione di studenti del Brotzu non dimenticherà mai.  Questa data  è stata scritta su tutti i muri della scuola per far sì che nel tempo si ricordi sempre: "chi era Leo" . Con la forza del ricordo vivrà per sempre in mezzo a noi.

 

 

Si ringrazia Alessandro Garofalo per le foto. 

 

Alex Maxia
 

 Ricordando Leo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 





 Scrivi alla Redazione  Versione stampabile  Invia questo articolo
Credits