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Scienze  / Fisica

Sensazionale scoperta al CERN di Ginevra

A pochi mesi dalla presentazione dei dati sul bosone di Higgs - presentati nel dicembre scorso al Cern di Ginevra dagli italiani Guido Tonelli, per l’esperimento Cms (Compact Muon Solenoid), e Fabiola Gianotti, per l’esperimento Atlas -  nuovi elementi  rafforzano le prime osservazioni sull’esistenza di una nuova particella: il Brotzino.

 

 

Le prime tracce della particella sarebbero state individuate dal rivelatore di particelle ALICE (A Large Ion Collider Experiment) uno dei quattro esperimenti fondamentali che si svolgono nell’acceleratore LHC.

Un gruppo di 33 fisici provenienti da 8 Paesi diversi ha studiato, nella Control Room del sito dove si svolge l’esperimento ALICE, le varie fasi del fenomeno della collisione che ha dato luogo all’insperato evento: la fase di iniezione dei protoni nell’acceleratore lineare LINAC, il passaggio succesivo negli anelli di preaccelerazione, il viaggio dei due fasci di protoni strizzati e strozzati lungo i 27 Km dell’intero anello LHC.

 

 

Il Gruppo dei Ricercatori in un momento di pausa al CERN
 Foto_gruppo_CERN

 

 

Il viaggio dei protoni e gli sciami prodotti dalle continue collisioni sono stati studiati  per 4 giorni e 3 notti 24 ore su 24.

Il gruppo dei ricercatori guidato dai proff. A. Murgia ed E. Fanni, coadiuvati dal tecnico di laboratorio G. Argiolas e dal collaboratore esterno A. Kalb ha messo a punto un esperimento unico nel suo genere grazie anche alla insostituibile supervisione del Dott. C. Cicalò.

Poche e ben distribuite sono state le pause di lavoro alternate alle frenetiche e intense ore di confronto, elaborazione e sintesi che hanno portato i gruppi di lavoro a riconoscere effettivamente qualcosa di "nuovo" tra la complessa matassa di sciami prodotti dalle collisioni.

A breve saranno pubblicati i primi commenti a caldo, le riflessioni individuali e di gruppo di tutti i partecipanti all’esperimento. In un secondo tempo e, vista l’importanza del fenomeno osservato  dopo una verifica più attenta dei risultati sperimentali, saranno messi a disposizione della comunità scientifica-liceale tutti gli elementi e la documentazione dettagliata che hanno caratterizzato l’intero progetto scientifico: le lunghe fasi della progettazione e della pianificazione dell’esperimento, l’esecuzione di quest’ultimo e la pubblicazione dei riusultati raggiunti

Allo stato attuale i dati non sono ancora abbastanza da portare a conclusioni definitive sull’esistenza o meno di questa misteriosa "particella”. Si tratta di aspettare ancora e replicare l’esperimento  per registare un numero di dati statisticamente più affidabile: nei prossimi mesi  si  potrà avere una base statistica più solida e, si spera, anche sufficiente per tradurre queste prime osservazioni fatte in segnali  certi di conferma dell’esistenza effettiva  del Brotzino e della bontà del Modello Standard.

  

 

 La foto riporta il retro dell’ Anticartolina (mai spedita) con le firme dei ricercatori-partecipanti all’esperimento sul BROTZINO

a.m.





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