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Esteri

Fidel esce, Raul entra

Qualche settimana fa le testate giornalistiche hanno battuto la più grande new degli ultimi cinquanta anni per Cuba. Nella più grande isola delle Antille c’è stato infatti un avvicendamento al governo del Paese: l’ottantunenne capo di Stato Fidel Castro ha deciso di gettare la spugna anche a causa di una malattia che lo tormentava da qualche anno. Fidel Ruz Castro,avvocato rinomato, aveva iniziato la sua avventura a Cuba nel 1956 alla guida di una rivoluzione che avrebbe portato l’isola all’indipendenza dalla dittatura di Batista; la politica di Fidel Castro rimise in piedi l’economia del Paese ma urtò gli interessi economici degli Stati Uniti per l’sola. Poiché questa politica era di impronta radicalmente Marxista non tardò a trasformarsi radicalmente in una dittatura destinata a durare per più di cinquant’anni.
Gli USA con George W. Bush in testa si sono rallegrati per questa scelta del lìder maximo.
Ma se un Castro se ne va, un altro arriva. Fidel ha infatti lasciato tutti i suoi poteri al fratello, poco più che settantenne, Raul. Gli Stati Uniti sperano vivamente, con parole di circostanza, che questa sia una mossa verso un cambiamento radicale; si è comunque deciso di non ritirare l’embargo nei confronti di Cuba. Ma tutti noi crediamo che il caro Raul non intraprenda una strategia radicalmente opposta a quella del fratello, anzi stia ad ascoltare i consigli del fratellone.

                                                                                                                          Jessyka





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