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Cultura  / Musica

Visual Kei

 

 

Il Visual kei (o Visual Rock), letteralmente "stile visuale", è un genere musicale peculiarmente giapponese sviluppatosi a partire dagli anni ‘80. Ispirandosi in parte all’abbigliamento dei gruppi hair metal come Europe, Guns N’ Roses, ha raggiunto la sua maturità a partire dagli anni novanta del XX secolo. Le band visual kei si distinguono per la grande teatralità ed attenzione all’aspetto visivo e scenografico (costumi, scenografie, pose, trucco, comportamento), mentre musicalmente non c’è nessuna caratterizzazione specifica, con gruppi che spaziano enormemente dall’heavy metal al pop senza trascurare molti generi come il grunge, il dark, l’hard rock, il glam, il punk e l’elettronica, e non sono inusuali i riferimenti alla musica classica; viene inoltre spesso ricercata la fusione di più generi musicali, anche opposte, per creare un effetto teatrale: il visual è l’unico genere che non si caratterizza per il sound, ma per il look.

La popolarità di questo genere al di fuori del Giappone è sempre stata bassa ed ha cominciato ad aumentare dalla fine degli anni ’90. Dagli anni 2000 in poi, il Visual ha cominciato a conquistare sempre più pubblico estero, consentendo ai gruppi di partire per tour europei ed americani e risultando d’ispirazione per alcuni gruppi europei.

Anche se la maggior parte dei musicisti sono uomini, i componenti delle bands si truccano e si vestono in modo tale da essere considerati "femminili" o "androgini". Recentemente alcune band stanno tornando ad una più colorata e fantasiosa immagine popolare, prendendo spunto dai giochi di ruolo per il computer, dagli anime e dai manga. Inoltre, le nuove leve del Visual si ispirano pure al teatro Kabuki (genere sorto nel XVI secolo circa, consistente in spettacoli di danze e canti eseguiti dapprima da attrici, dal 1629 esclusivamente da uomini, divenuto in seguito popolare attraverso la rappresentazione di vicende eroiche e storiche).

Il look androgino non è segno di omosessualità né di una tendenza transessuale, ma è espressione della filosofia del Visual Kei che si basa su lineamenti morbidi e su un abbigliamento eccentrico e spesso sfarzoso. Il successo del Visual Kei sta nell’abilità di produrre buona musica associata ad un elemento visivo (il look) che colpisce e che si distingue.
L’originalità è l’elemento che contraddistingue questo genere, che però essendo giapponese è riconducibile realmente solo agli artisti nipponici. Oltre al look, anche riguardo i contenuti, la varietà è assicurata: testi che spaziano dalla critica sociale a ballate sensuali o da brani esplicitamente e morbosamente sessuali. I brani vengono espressi, solitamente, in lingua madre. Un fenomeno particolarmente popolare tra gli artisti e le bands Visual Kei è il Fanservice, ovvero azioni eseguite sul palco per l’unico scopo di divertire o eccitare il pubblico, spesso con gesti a contenuto omoerotico. Inoltre, essendo un genere musicale basato prevalentemente sull’impatto visivo e teatrale, i media legati al visual kei sono molto elevati per quantità e qualità. Spesso si ritrova in queste pubblicazioni un’esaltazione della figura fisica del musicista più ancora che della sua musica.

In Giappone, il fandom consiste per la maggior parte in ragazze e giovani donne ed il  mercato è fortemente indirizzato a questo pubblico con oggetti come adesivi, photo-book patinati, cartoline dei membri delle Bands e cose simili. Negli altri paesi, la piccola quantità di seguaci del Visual Kei è equamente divisa tra giovani ragazzi e ragazze.

 

Elisa Ludovico.





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