Questo sito è accessibile da tutti i browser e gli user agent, ma il design e alcune funzionalità minori dell'interfaccia saranno visibili solo con i browser che rispettano gli standard definiti dal W3C.

BROTZU ONLINE
BROTZU MEDIA
LA REDAZIONE
LA SCUOLA

Cultura  / Teatro

La tigre blu dell'Eufrate

 La tigre blu dell’Eufrate



 

La tigre dell’Eufrate è un testo teatrale di Laurent Gaudé; si tratta di un

monologo epico,che racconta le ultime ore di vita di Alessandro Magno.

 

Il giorno 21 Novembre 2014 è andato in scena, al Teatro Le Saline di Cagliari, lo spettacolo La tigre blu dell’Eufrate, presentato dalla compagnia Akròama, per la regia e la scenografia di Beno Mazzone con Luca Iervolino.
Dopo una breve attesa, l’esiguo pubblico che doveva assistere alla rappresentazione si è sistemato tra i tanti posti a sedere di cui dispone la struttura.
La tigre dell’Eufrate è un testo teatrale di Laurent Gaudé; si tratta di un monologo epico, che racconta le ultime ore di vita di Alessandro Magno.
Egli, alle prese con un faccia a faccia con il dio dei morti, ripercorre passo passo ciò che è stato il suo passato, dalla conquista della città di Tiro, alle vittorie riportate contro i Persiani a Isso e Gaugamela, alla conquista della ricca e prospera Babilonia e dei territori orientali prossimi all’India.

 

Nonostante i suoi trionfi, Alessandro si rammarica per non aver seguito le tracce della mitica “tigre blu”, in realtà un miraggio, che rappresenta la determinazione dell’uomo che vuole raggiungere degli obiettivi e il suo interesse per tutto ciò che è nuovo e può stupire: infatti Alessandro, quasi prossimo a raggiungere il Gange, aveva interrotto la sua marcia, a causa del fatto che il suo esercito era stremato da troppe fatiche. Avrebbe potuto proseguire da solo, esplorare nuovi territori, conoscere nuovi popoli, ma non lo fece. E fu proprio questo dispiacere, questo rammarico, che forse causò il male incurabile che l’affliggeva.
Trattandosi di un monologo, l’intero spettacolo ha visto la presenza di un unico attore, che ha praticamente parlato ininterrottamente per un’oretta; in certi momenti la sua voce è stata accompagnata da un sottofondo musicale. La scenografia era praticamente inesistente; in realtà tutto lo spettacolo è stato semplice, dato che l’attore, che indossava dei semplici pantaloni e una maglia, si è servito, durante tutta la rappresentazione, solo di un telo bianco. Ha dovuto, quindi, fare affidamento, praticamente solo sulle sue capacità espressive e interpretative per mantenere viva l’attenzione degli spettatori, adoperandosi affinché lo spettacolo risultasse interessante e piacevole e si può dire che sia riuscito nel suo intento. Il buon esito dello spettacolo è stato reso possibile dall’interesse mostrato dal pubblico, dato che, come spiegato dall’attore al termine della rappresentazione, a teatro si lavora sempre in due: l’attore, che ha il compito di immedesimarsi nei personaggi, rendendo lo spettacolo quanto più simile alla realtà che si vuole rappresentare e il pubblico, che, mostrando di essere attento e interessato, “carica” l’attore di energia positiva, spronandolo a dare il meglio di sé e quindi favorendo una buona recitazione.

 

Alessandro Serra II D

 

Leggi anche l’articolo   >>>  Il miraggio di Alessandro Magno  <<<

 

 


 





 Scrivi alla Redazione  Versione stampabile  Invia questo articolo
Credits