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Cultura  / Teatro

Il miraggio di Alessandro Magno

Il miraggio di Alessandro Magno

 



 

La scena si apre con Alessandro che, sapendo di essere vicino alla morte,

manda via i medici che lo assistevano; quando gli appare il Dio dei Morti,


Il giorno 19 novembre 2014, la mia classe ed altre dello stesso istituto ci siamo recati al teatro “Le Saline” per assistere allo spettacolo teatrale La Tigre Blu dell’Eufrate, presentato dalla compagnia Akròama, per la regia e la scenografia di Beno Mazzone con Luca Iervolino.

Lo spettacolo, della durata di circa un’ora e mezza, è iniziato alle ore 10.30. Il monologo evoca le ultime due ore di vita del grande Alessandro Magno.
La scena si apre con Alessandro che, sapendo di essere vicino alla morte, manda via i medici che lo assistevano; quando gli appare il Dio dei Morti, egli racconta le sue esperienze e conquiste, lamentandosi dell’aver diffidato della tigre blu che gli era apparsa per aiutarlo a guadare l’Eufrate.
L’autore è Laurent Gaudé, nato a Parigi nel 1972, il quale ha iniziato a scrivere commedie nel 1999 dopo un master in discipline umanistiche e un corso post-laurea presso l’Université Paris III. La sua prima commedia fu Combat de Possédés; Le Tigre Bleu de l’Euphrate (2002) riscosse un notevole successo insieme ad altre sue opere come Pluie de Cendres, Cendres sur les mains e Médée Kali.
Gli unici oggetti scenici presenti sul palco erano un lenzuolo bianco e degli specchi poggiati in terra che l’attore spostava durante lo spettacolo per creare un riflesso sulla parete e sul soffitto; non erano presenti effetti speciali. Le luci erano calde e, a differenza dei classici monologhi, illuminavano interamente il palco, mentre nei momenti in cui vi era un accompagnamento musicale diventavano fredde e deboli.
Fatta eccezione per alcune parti, lo spettacolo è stato interessante e l’attore Luca Iervolino è riuscito a tenere vivo l’interesse di una parte del pubblico, composto quasi interamente da ragazzi di età compresa tra i 13 e i 18 anni. Una parte, invece, si è annoiata durante lo spettacolo, probabilmente a causa della tipologia che agli occhi di alcuni potrebbe risultare pesante. Lo spettacolo a cui abbiamo assistito il mese scorso era più coinvolgente essendo una parodia e perché sul palco recitavano quattro attori invece di uno solo. Tuttavia ho preferito questo spettacolo al precedente perché sono un’amante dei monologhi e delle riflessioni e perché l’attore è stato davvero bravo e si è immedesimato pienamente nel personaggio.
A mio parere, la scelta di utilizzare solo degli specchi e un lenzuolo come attrezzi di scena è stata buona, in questo modo le attenzioni sarebbero state rivolte tutte all’attore. Purtroppo l’accompagnamento musicale era troppo forte e copriva la voce dell’attore. Ma nonostante questo piccolo problema e il brusio del pubblico, sono rimasta piacevolmente colpita dallo spettacolo.
 

Mallocci Giulia 2°SB

 

Al link seguente è possibile seguire un’intervista a Lurent Gaudé sull’opera La tigre blu dell’Eufrate.
http://www.rainews.it/ran24/rubriche/incontri/autori/gaude.asp

 

 

Leggi anche l’articolo   >>>  La tigre blu dell’Eufrate  <<< 
 





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