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Cultura  / Riflessioni e pensieri

Giudizi e commenti su "Mischineddus"

Ecco le interpretazioni personali e le valutazioni finali che gli alunni della II F hanno raccolto a conclusione del loro lavoro sul romanzo "Mischinéddus" .

 

 

 

Il libro ha suscitato gran parte del mio interesse perché tratta un argomento di cui non ero a conoscenza: quello dei bambini abbandonati nelle ruote dei conventi, che consentivano un sicuro anonimato. Inoltre mi ha fatto conoscere una Cagliari diversa da quella che conosciamo oggi; interessante l’ambientazione in luoghi che tuttora esistono (ho scoperto infatti che la ruota esiste veramente nel convento delle suore cappuccine situato nelle vicinanze di Via Manno) e che in quell’epoca hanno avuto un’importanza notevole. I personaggi invece non riescono più di tanto ad attirare la mia attenzione e a coinvolgermi forse perché sono molti e ognuno ha personalità diverse e mi sembrano impegnati nella quotidianità della vita, mentre non vi è molto spazio per l’introspezione del loro carattere e dei loro sentimenti. E’ un romanzo di piacevole lettura che può animare l’immaginazione del lettore, trasportandolo in una città non molto diversa da quella odierna e in situazioni che ormai sono fuori dal tempo.

Alice Cocco

 

Questo libro non mi ha affascinato moltissimo poiché c’erano molte parti espresse in sardo, che purtroppo non conosco bene. La storia è però qualcosa di innovativo, scrivere un libro sui figli della ruota non è cosa da molti. La descrizione dell’ambiente è ottima, in alcuni passaggi mi immedesimavo nel protagonista, vivendo esperienze quasi reali, tuttavia il romanzo talvolta è risultato monotono e quasi noioso, infatti mi è capitato qualche volta di perdere il filo del discorso.

Marco Corrias

 

Un romanzo bellissimo, vero, che racconta, informa, commuove. Penso che il libro meriti di essere letto da tutti -soprattutto i sardi!- perché dice molto sulla nostra terra, la nostra Isola, come il fatto che di così belle se ne trovino poche, ma che durante i tempi andati come il 1600, vivere era un’impresa ed era fortunato chi ci riusciva. Il personaggio che mi ha colpito di più è stato Antonio per la sua dolcezza, la sua sensibilità e la sua razionalità. Ma mi sono piaciuti anche il vecchio Dillu e la scimmietta Mantrinìca: il primo, perché dice sempre qualcosa di saggio e riesce a farsi amare da tutti grazie al suo modo di comunicare in versi; la seconda, mi è piaciuta perché instaura con Antonio un legame di amicizia quasi fraterna, riesce a comprenderlo e cerca di tirarlo su quando è triste improvvisando buffe scenette. Il romanzo mi ha coinvolto per quanto riguarda la narrazione delle avventure di Antonio, ma l’ho trovato un po’ più pesante nelle pause descrittive o riflessive, quando il protagonista spiegava più a fondo qualche aspetto di questa o quella situazione, spesso dilungandosi anche per interi capitoli. Nonostante questo, penso che Mischineddus sia un libro davvero bello e appassionante!

Elisa Farris

 

Appena ho iniziato a leggere l’opera ho subito pensato che fosse un libro noioso, ma con lo sviluppo della trama, mi sono appassionato, trovando alcune parti addirittura divertenti. In sostanza, questo libro mi è piaciuto, anche se non appartiene ai generi letterari che leggo di solito.

Alessandro Fresu

 

E’ un libro che mi ha colpita molto perchè racconta il passato in una maniera non troppo crudele. Ma chi legge attentamente e afferra il significato di ogni singola parola. Solo al pensiero che i bambini venivano abbandonati così mi fa venire i brividi. Mi rendo conto di quanto sono fortunata ad avere una casa, ad avere dei genitori che mi amano e che si preoccupano per me. Eppure le persone oggi guardano con disprezzo un senza tetto o un bambino che chiede l’elemosina. Penso che al giorno d’oggi cose del genere sono ormai reputate “normali”. Invece mi chiedo: perché deve essere così? Perché non possiamo migliorare la situazione di queste persone? Mi ricordano tanto i chicos della ruota, per questo provo una pena infinita per loro. Credo che questo libro dovrebbero leggerlo TUTTI, nessuno escluso. Ognuno di noi dovrebbe conoscere ciò che è stato, e fare in modo che non si ripeta mai più. Nessun bambino deve essere abbandonato, tantomeno maltrattato. Tutti dovremmo responsabilizzarci di più e cercare, nel nostro piccolo, di fare qualcosa per migliorare una situazione che purtroppo è ancora attuale.

Noemi Massa

 

Il romanzo mi è piaciuto tanto. Inizialmente non pensavo fosse così, ero convinta che parlasse semplicemente dei bambini della ruota, invece espone la vita e le preoccupazioni di un bordeto che non si lascia intimorire davanti a niente. Mi piace la figura del narratore e come ha rivissuto la storia di Antonio facendo riferimento anche a precedenti incarnazioni del suo spirito come se ci fosse un collegamento tra il nostro mondo e quello delle anime. Le cose che mi hanno colpita di più sono: il modo in cui Antonio racconta della sua nascita e l’incontro con Antonedda, ricco di particolari che trasmettono tante emozioni.

Jennifer Pitzalis

 

È un romanzo abbastanza complicato sia per l’uso frequente del sardo, del catalano e del latino sia per il fatto che l’autrice ha scelto uno stile di scrittura molto articolato. Per storia è molto appassionante e coinvolgente. Ciò che mi ha sorpresa è che nonostante siano passati sette anni dall’anno della prima pubblicazione questo libro non sia molto conosciuto o in Sardegna, nonostante il romanzo sia ambientato in un’epoca molto lontana dalla nostra è sempre molto interessante leggere il racconto della vita e delle avventure di un uomo vissuto nel 1600.

Jessica Vacca

 

Ho trovato il libro Mischineddus abbastanza difficile per il lessico e lo stile, in alcune parti vi sono periodi molto lunghi in cui il narratore si sofferma nei dettagli di liste e documenti storici abbandonando la narrazione della storia, quindi per me è stato difficile tenere il filo del discorso. Ho comunque apprezzato la presenza del sardo e la descrizione dei luoghi, che, conoscendoli, mi hanno permesso di immaginare più facilmente il contesto e lo scenario della storia. Inoltre mi ha positivamente stupito il finale che ho trovato molto emozionante.

Michela Vincis

 





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