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Cultura  / Storie, racconti, poesie

Analisi tematica e strutturale del romanzo Mischinéddus

( Analisi tematica e strutturale del romanzo di Anna Castellino )

1) Titolo, autore, anno di pubblicazione, casa editrice

Il romanzo intitolato Mischinéddus è stato scritto da Anna Castellino nel 2006. La casa editrice è AM&D.

2) Genere dell’opera

L’opera è un romanzo storico.

3) Tipo di narratore e grado di focalizzazione

Il narratore è il protagonista Antonio. La figura di Antonio rappresenta tutti i coloro che come lui, sono stati abbandonati presso la ruota dell’ospedale Sant’ Antonio di Cagliari. La focalizzazione è interna perché il narratore è interno, ed è fissa perché gli eventi sono osservati secondo l’ottica di un unico personaggio.

4) Contesto: ambientazione spaziale e storico temporale

La storia è ambientata prevalentemente in Sardegna, a Cagliari, durante la dominazione spagnola, negli anni a cavallo del ‘600, precisamente dal 1583 al 1652.

 

5) La trama

Mischinéddus narra la storia di Antonio, un bambino abbandonato dalla nascita dai suoi genitori presso la ruota (sa roda) dell’ospedale Sant’Antonio a Cagliari (Castello). Viene adottato da una coppia di contadini di Quartu (Joanna, la sua balia, e Jacinto), che intuendo le sue spiccate capacità lo avviarono al mestiere del barbiere che a quei tempi era anche una sorta di chirurgo, veniva infatti denominato barber y silurgian. Dopo la morte dei genitori adottivi e del fratello, Antonio si imbarca e farà il marinaio per circa 14 anni durante i quali vivrà esperienze di ogni sorta e studierà dai libri del capitano grazie ai quali apprenderà alcune tecniche mediche e chirurgiche. Al suo rientro in patria lavora come barbiere-chirurgo e tra le altre cose si occupa dei bambini sfortunati (mischinéddus) abbandonati come lui dai genitori nell’ospedale di Sant’Antonio. Conosce diverse persone tra le quali Dillu, un uomo anziano ma dotato di grande spirito che amava sorridere anche di fronte alle brutture della vita. Antonio si distingue per le sue grandi capacità nell’accudire e curare le persone, prosegue gli studi e tiene lezioni all’Università. Conosce e sposa Antonedda dalla quale avrà numerosi figli. Sul finale della storia apprende che Dillu, ormai morente, in realtà è suo padre.

6) Il tempo e lo spazio: indicare eventuali anacronie nell’ordine temporale della narrazione facendo degli esempi relativi al testo

Durante la narrazione sono presenti numerose analessi (flashback) nelle quali il protagonista rievoca dei fatti avvenuti in precedenza. Numerose volte Antonio ricorda dei momenti passati con i suoi genitori adottivi, Joanna e Jacinto, e il fratello Baltezar, Cap. 2, pag. 42: “Eravamo andati a prendere giunchi per i cesti di Joanna… avevano assalito lui”. Cap .4, pag 69: “Riecheggiavano il mio tempo migliore, quando con Baltezar origliavamo … universo di madri e spose”. Sono presenti anche delle prolessi (flashforward) nelle quali Antonio anticipa eventi che avverranno in futuro. Sappiamo ad esempio, fin dal primo capitolo, che Antonio sarà un uomo felice con la sua Antonedda, Cap.1, pag. 31: “Infine ho chiuso gli occhi … è stato un uomo felice”. Altri esempi di anticipazione si possono trovare anche nel Capitolo 7 a pag. 129: “La cassapanca su cui un giorno Mantrinica avrebbe chiuso gli occhi … su cui mi sarei infiammato per il mio primo bacio d’amore”.

7) Indicare il rapporto tra il tempo della storia ed il tempo della narrazione (coincidenza, accelerazione, rallentamento del ritmo)

Il ritmo della narrazione non è uniforme in quanto in molte parti si ha una coincidenza tra il tempo della storia e il tempo del racconto (quando la narrazione procede con i dialoghi), in altre il ritmo è accelerato (ad esempio non vengono particolarmente descritti i periodi in cui Antonio ha da 0 a 14 anni, e quando il protagonista intraprende viaggi per mare che durano quasi 14 anni) e talvolta l’andamento è rallentato (ad esempio quando Antonio ha dai 14 ai 17 anni o quando conosce Antonedda).

Esempi di tecniche narrative che determinano il ritmo della narrazione:

• ELLISSI: Cap. 2, pag. 41: “Però, solo pochi mesi dopo...”. Con questa ellissi l’autore ha omesso delle parti che ha ritenuto insignificanti. La soppressione avviene in genere attraverso segnalazioni temporali come in questo caso.

• SOMMARIO: Cap. 1, pag. 27: “Passano cent’anni e arrivano i catalani, col loro seguito di aragonesi, valenzani, maiorchini …”. Con il sommario l’autore descrive con poche parole tanti avvenimenti, cioè percorre il salto temporale in pochi passaggi. In questo caso in poche righe ha descritto la situazione della Sardegna del 1300.

• SCENA: Cap. 8, pag. 168:" - Capite dunque! E voi, ditemi, avete mai provato a volare? - Con la mia mole!?". Si delinea una scena quando si ha uno scambio di battute tra i personaggi, in questo caso tra Antonio e fra’ Spiritu.

8) Indica la funzione dello spazio

L’ambientazione spaziale del romanzo Mischinéddus è costituita da riferimenti precisi, e puntuali, vi è ad esempio la descrizione del quartiere Castello, del porto, della zona di Bonaria della Cagliari del ’600 e di tanti altri luoghi, molti dei quali ancora esistenti; nel complesso si può affermare che la funzione dello spazio nel romanzo corrisponde a quella dello spazio come atmosfera, in cui i luoghi contribuiscono a creare la giusta ambientazione per l’azione dei personaggi.

9) I personaggi

Personaggi principali

• Il protagonista della storia è Antonio che è stato abbandonato dalla nascita dai suoi genitori presso la ruota (sa roda) dell’ospedale Sant’Antonio a Cagliari (Casteddu, Castello). È stato affidato a Joanna e Jacinto. Quello che colpisce subito i genitori adottivi di Antonio è il suo sguardo, quella sua capacità di trasmettere serenità col semplice bagliore degli occhi, caratteristica questa che sarà citata spesso nel racconto e che consentirà ad Antonio di conquistare le persone e di farsi rispettare. Crescendo è diventato un ragazzo molto altruista, intelligente e sensibile. Si commuove facilmente alla vista dei bambini abbandonati. Quello di Antonio si può considerare un personaggio a tutto tondo.

• Un personaggio importante nelle vicende e nella vita di Antonio è Dillu, un uomo anziano ma dotato di grande spirito che amava sorridere anche di fronte alle brutture della vita. Mentre Dillu sta per morire esclama “lasciami e vai con Dio”, il protagonista della storia abbracciandolo e scostandogli i lunghi capelli si accorge che in realtà quel vecchio morente era suo padre. Infatti Dillu non aveva un orecchio come il padre che lo aveva abbandonato. Quello di Dillu si può considerare un personaggio a tutto tondo.

• Un altro personaggio è Fra Spiritu, un prete che prestava la sua opera all’ospedale.. È un personaggio a tutto tondo perché nel corso della narrazione si evolve. E’ un frate buono, sempre affettuoso e gentile nei confronti di Antonio ma nel corso del romanzo arriva ad assumersi le colpe dell’omicidio del medico Michel Caviano pur di salvare un povero trovatello malato della ruota di Sant’Antonio ( nei confronti del quale sperimentava cure e farmaci) e scagionare Antonio. Da quel momento si ritira a vita appartata e vive come un asceta, in preda a strane visioni.

• Un personaggio principale è Antonedda, figlia di Barbra Dejda (ben nota ad Antonio), una balia che si occupava anche della vendita di cozze. Diventerà la donna della vita di Antonio e con lei avrà molti figli. Si sono incontrati la prima volta in spiaggia,nei pressi di Bonaria a Cagliari, mentre Antonio urlava disperato per la morte di Mantrinica. Antonedda era nascosta dietro un cespuglio con in braccio un bambino, ed era terrorizzata dalle urla di Antonio. Antonio la descrive sana, forte, divertente come nessuno. È un personaggio a tutto tondo.

Personaggi secondari

• Tra i personaggi secondari si possono citare i componenti della famiglia adottiva di Antonio, Joanna, Jacinto e Baltezar. Fin dalle prime pagine Joanna viene descritta come una donna incredibilmente buona e affascinata dal bagliore che Antonio emanava. Il fratellastro viene presentato come un ragazzo solitario, muto, lagnoso, il contrario di Antonio.

• Un personaggio secondario malvagio, cinico e senza scrupoli è il medico Michel Caviano, rifiutando i consigli di Antonio, rovina con le sue tecniche chirurgiche maldestre un poveruomo che ferito al naso viene operato e terribilmente sfigurato Caviano. Sperimenta cure e farmaci su un povero bimbo malato (anche lui un trovatello della ruota di Sant’Antonio). È un personaggio piatto.

• Un personaggio secondario è Mossen Felipe, un barbiere con il vizio dell’alcool, con cui Antonio ha lavorato. Era un uomo generoso, socievole e capace di dare fiducia al prossimo. Un esempio a riguardo si ha quando Felipe assume Antonio nel suo salone pur non conoscendolo. È un personaggio piatto.

• Un personaggio secondario importante nella vita di Antonio è la scimmietta Mantrinica, la cui morte sconvolge il protagonista.

• Il capitano della nave, dove Antonio ha trascorso parte della sua vita, è un personaggio secondario a tutto tondo. Il protagonista lo ritiene un uomo buono, grazie a lui tutti i suoi compagni marinai imparano a rispettare Antonio. Anche Il capitano è affascinato dal protagonista, considera il suo sguardo portatore di luce, il vigore del suo corpo uno scudo e la sua generosità un riparo dal male.

• Mari Cruz è un personaggio secondario a tutto tondo. È una bordeta della ruota di Valencia, un’amante di Antonio conosciuta durante i viaggi per mare.

10) Assegna un titolo ai capitoli dall’ 1 al 9

Lasciami e vai con Dio

 Pausa

Capitolo 1: L’affidamento di Antonio a Joanna e Jacinto

Capitolo 2: Il primo lavoro di Antonio

Capitolo 3: I viaggi per mare di Antonio

Capitolo 4: L’animo dolce di Antonio

Capitolo 5: Il ritorno a Caller

Capitolo 6: L’incontro con Dillu

Capitolo 7: Il ritorno all’ospedale di Sant’Antonio

Capitolo 8: Antonio, figlio d’un angelo

Capitolo 9: Lo scontro con il male

Pausa

Capitolo 10: Antonedda

Lasciami e vai con Dio

In salvo nella memoria

I mischinéddus e le loro dide

11) Analisi stilistico-formale

a) A livello sintattico: prevalgono i periodi brevi o ampi ed articolati?

Prevalgono periodi ampi ed articolati. Un esempio può essere rappresentato dal seguente periodo, tratto dal Capitolo 7, pag. 127: “ La rima non era di più perfetto Dillu sapesse fare, ma aveva colpito giusto: il consigliere era rimasto senza parole, preparandosi ad andare su tutte le furie, ma la resurrezione del morto e il suo insulto erano tanto sorprendenti che in conclusione era scoppiato in una risata, impensabile da parte di quel cane che nessuno, mi ha assicurato frà Spiritu, nessuno aveva mai visto cedere neppure al più stitico dei sorrisi”. Questo è solo uno dei numerosi casi di periodi lunghi e ampi, che occupano diverse righe.

b) A livello lessicale: il lessico è semplice o ricercato?

Il lessico è in generale semplice ma nello stesso tempo vario e molteplice, si trovano parole e detti tipici del sardo campidanese: “Se’ santu e no ddu scìs, ti ddu nau e ti nd’arrìs" (Cap. 8, pag. 159), “Su buconi sparziu s’angelu si nci sezzit” (Cap. 5, pag. 101). Numerossissimi sono termini della lingua spagnola: “Hasta luego, amigos.” (Cap. 5, pag. 92). Espressioni in latino: “cunctis videntibus et multis sequentibus” (Cap. 8, pag. 168), non sempre accessibili a tutti. Si incontrano infine numerosi termini ed espressioni diffusi del seicento e poco utilizzati ai giorni nostri.

c) A livello retorico: sono presenti figure retoriche importanti?

Nella narrazione sono presenti diverse figure retoriche che rendono il linguaggio colorito e vivace. E’ frequentissimo l’uso dell’apostrofe, nel caso che segue il narratore si rivolge ai chicos: “Che dite, dunque? Che dici Melchior, che dicono le dide di Sestu...?” (Cap. 7, pag. 133); la similitudine: “...i tuoi denti sono sani e piccoli come quelli di una bambina” (Cap. 10, pag. 218); l’ossimoro unito al paragone: "...il capitano aveva preso a vomitare parole...accompagnate dal frastuono di carezze violente come percosse e di pugni molli come carezze (Cap. 3, pag. 53).

d) I tempi verbali: prevalgono i tempi di sfondo o di primo piano?

Prevalgono i tempi di sfondo (l’imperfetto e il trapassato prossimo). Ad esempio: “Così pensavo, mentre sprofondavo sempre più nel sopore, o forse si trattava di spossatezza, dovuta ai ricordi cui mi ero abbandonato poco prima” Cap. 8, pag. 147.

12) Analisi del messaggio

Il messaggio di fondo dell’autrice che emerge dalla lettura del romanzo è di non dimenticare i bambini abbandonati dai genitori. Essi hanno bisogno di affetto e meritano amore, cure e attenzioni. La stessa scrittrice presenta a fine libro una documentazione storica con i dati dei bambini abbandonati e delle loro balie nell’arco di tempo 1583-1652. Anna Castellino presenta questa lista affermando che le attenzioni che ognuno di noi pone all’elenco riportato equivalgono alle “carezze” che i trovatelli “non hanno avuto mai”.

13) Giudizio critico

La lettura di questo romanzo è stata piacevole e mi ha coinvolta tanto. La storia narrata offre vari spunti di riflessione e nonostante la sua drammaticità infonde nel lettore un senso di ottimismo soprattutto per la capacità di una persona sfortunata come Antonio di ottenere buoni risultati nella vita. L’amore verso il prossimo e soprattutto per i trovatelli come lui è una caratteristica da sottolineare del personaggio principale. Egli non trasforma in rabbia la sofferenza patita a causa dell’abbandono ma bensì utilizza le sue energie in modo positivo e altruista. A parte qualche difficoltà nella comprensione di alcuni termini la lettura è stata sostanzialmente spedita e questo grazie anche al livello di coinvolgimento emotivo che la scrittrice riesce a trasmettere al lettore. Mi è piaciuto in particolare l’epilogo nel quale il protagonista scopre che il suo vero padre è Dillu. Mi ha colpito il parallelo fra il primo capitolo e l’ultimo, entrambi intitolati “Lasciami e vai con Dio”, parole pronunciate dal padre di Antonio durante l’abbandono e in punto di morte.

Alessandra Pisu II D (a.s.  2012-2013)





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