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Il "Canto dell’Isola bambina"

Il canto dell’Isola bambina, con gli attori del Teatro Stabile della Sardegna, regia di Guido de Monticelli, musiche di Mario Borciani, drammaturgia di Guido de Monticelli e Anna Zapparoli, Liceo scientifico “G Brotzu" , venerdì 18 novembre 2011, ore 11,30.



Il canto dell’Isola bambina, presenta attraverso la lettura dei diari di viaggio di alcuni noti scrittori come D. H. Lawrence, La Marmora, Valery, le loro avventure e sensazioni come viaggiatori dell’Ottocento che sbarcarono nella nostra isola cullati dal ritmo sconnesso dei precari mezzi di trasporto e dalle favole di una ricchissima tradizione. Come di Lawrence e degli altri viaggiatori che arrivarono dal mare, abbiamo una descrizione approfondita delle sensazioni che le coste della Sardegna suscitarono loro, paragonandole quasi a un altro pianeta, rimasto ai tempi della preistoria. Lo scrittore von Maltzen, arrivato invece dalla Corsica, descrive le strade di Cagliari, pulite e “lucenti” al suo arrivo, e se non fosse stato per la loro ripidità in alcuni punti, come la strada che porta a Castello, sarebbero state quasi perfette.
La rappresentazione ci guida inoltre in quelle che erano e che tuttora sono le fiabe e i miti sardi. Guido de Monticelli alterna alla rappresentazione teatrale, momenti di lettura accompagnati dal sottofondo musicale. Gli attori hanno cercato di trasmettere il messaggio voluto da de Monticelli, anche attraverso i costumi, che, anche se non di straordinaria bellezza, potevano aiutare a evocare il tempo che fu. Le signore indossavano, una un vestito rosso mattone a pois neri e un velo nero, tipico sardo del secolo scorso, e l’altra una gonna grigia che mostrava la sottogonna e una camicia bianca (anch’essi tipici abiti di un tempo). I signori, invece, portavano il gilet e un abito informale. La scenografia era scarna: al centro del palco, un tavolo di legno con una tovaglia gialla, su cui posavano libri e diari di viaggio. Lo spazio nel complesso e il palco in particolare non favorivano l’ allestimento di luci e scene particolari.
In conclusione, le luci e la scenografia, essendo così essenziali, non hanno aiutato la riuscita della rappresentazione. Le musiche sarebbero potute essere più presenti, anche la rappresentazione si sarebbe potuta basare più sulla recitazione che sulla lettura delle opere. L’insieme di tutti questi fattori non hanno aiutato l’apprezzamento da parte del giovane pubblico dell’intera rappresentazione.

Alice Cocco 1F





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