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Cultura  / Letteratura

la cassa oblunga

                                              

Edgar Allan Poe è nato a Boston il 19 gennaio 1809 ed è morto a Baltimora il 7 ottobre 1849. È stato uno scrittore e poeta statunitense, considerato fra le figure più importanti della scuola americana. Inventò il racconto poliziesco ("detective story") e il giallo psicologico ("psichological thriller"), ma fu anche uno dei rappresentanti maggiori del romanzo gotico, sebbene le sue opere siano posteriori rispetto al genere vero e proprio. Dal esso, Poe eredita il gusto per il mistero, per l’orrido e per l’angosciante, svincolandosi però dai  topoi ricorrenti per sviluppare gli aspetti psicologici, indagando fra le ossessioni e gli incubi dei suoi personaggi.

La cassa oblunga è un racconto di Allan Poe, scritto nel 1844. Le vicende sono raccontate in prima persona, attraverso un personaggio interno alla storia, di cui però non si conosce il nome. Il racconto è ambientato soprattutto all’interno della nave del capitano Hardy, in cui troviamo Cornelio Wyatt, sua moglie e le sue due sorelle, tutti  diretti a New York. Il racconto da subito si concentra su Cornelio Wyatt. Ritenuta sospetta la prenotazione di una cabina in più rispetto a quelle  necessarie, Il narratore è convinto che Cornelio abbia un segreto da nascondere, e questa supposizione si fa più concreta quando, al momento della partenza della nave, sale a bordo una misteriosa cassa di pino oblunga, che misura in lunghezza sei piedi e in larghezza due piedi e mezzo. Così tutte le sequenze si caratterizzano sulla ricerca di scoprire cosa contenga quella cassa, e per svelare il segreto di Cornelio Wyatt.

Come tutti i racconti di Allan Poe, l’intreccio è molto importante, suggestivo e ricco di colpi di scena, che lascia spiazzato il lettore e destabilizza le sue sicurezze. La focalizzazione del narratore è interna, perciò egli non conosce l’esito della storia, ma assieme al lettore, compie un lavoro di ricerca per svelare il mistero. Pertanto il lettore, preso per mano dal narratore, partecipa in maniera attiva agli eventi, sostituendosi in certi casi al narratore. Questo racconto non appartiene propriamente al genere horror, perché il suo obiettivo non è quello di incutere paura al lettore, ma quello di coinvolgerlo e di catturare la sua attenzione. La narrazione è lenta (caratteristica del genere horror), così come il ritmo, allo scopo di creare suspance e attese. Il brano rispetta le caratteristiche e gli obiettivi che lo scrittore si è prefissato e favorisce molti spunti di riflessione, non solo sui contenuti e sulla trama, ma soprattutto sullo stile e sulla psicologia dei personaggi, quest'ultima molto rilevante.

Questo racconto può essere considerato un antenato del romanzo giallo, perchè evidenzia una descrizione dettagliata dei pensieri del narratore, che così rende partecipe il lettore alle indagini per svelare il mistero del signor Cornelio Wyatt.

                                                                                                                                                          Felice Leppori 5D

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                    

 

 

 

 

 

 

 

 

 





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