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Cultura  / Riflessioni e pensieri

La morte riconcilia tutti?

Il poeta Ugo Foscolo, nel carme  "Dei Sepolcri", esprime l’idea che è utile, per i vivi, distinguere e valorizzare i morti che vissero virtuosamente, dagli altri.
Questa concezione non è totalmente condivisibile; tale distinzione infatti, benché civilmente utile, non tiene conto del rispetto dovuto per il solo fatto di essere uomini, al di là di qualsiasi differenziazione, anche dopo morti: l’estinto ha la stessa dignità di un altro, a prescindere dagli atti compiuti, senza adottare due pesi e due misure.
Reputo barbara, per esempio, l’esposizione a Milano, in piazzale Loreto, dei cadaveri dei massimi esponenti fascisti, affinché il popolo potesse esprimere la propria rabbia nei loro confronti.
Il fascismo ha accumulato nel suo corso storico una miriade di fatti vergognosi che ancora infangano la storia italiana; il fatto stesso che il termine "fascismo" sia sinonimo di regime totalitario, esprime una valenza negativa: una dittatura, indipendentemente dal colore politico, non produce mai  nulla di costruttivo,  porta solo oppressione e discriminazione.
Ci sono stati uomini che hanno trasformato la propria rabbia in azione quando agire e ribellarsi era ancora utile; coloro che cercarono di cambiare il proprio Paese, i partigiani, erano uomini coraggiosi, più di quegli stessi uomini che  lo opprimevano. L’unico canale di sfogo, razionalmente corretto, della rabbia del popolo italiano era la Resistenza e non l’andare a prendere a calci, a coprire di insulti e sputi uomini ormai morti che non potevano più nuocere, se non alla vista.
Sullo sfondo dei valori civili, per Foscolo bisogna distinguere "anima", virtù private, e "patria", virtù pubbliche, dai "delitti", per spingere le persone all’emulazione dei grandi uomini. "Ahi! Sugli estinti non sorge fiore, ove non sia d’umane lodi e d’amoroso pianto". ( Ugo Foscolo,"Dei Sepolcri"",vv. 87-89). Secondo il poeta, Parini non potrà mai essere degnamente ricordato, perché  sepolto in mezzo a ladri e malfattori di ogni genere. 
Tuttavia non è il monumento sepolcrale che  commemora la grandezza di un uomo: se è stato veramente grande, continua a vivere nel ricordo di tutti, superando fattori terreni, come il luogo della sepoltura. 
Alessio Mascia




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